Gaetano Gulino
Gaetano Gulino
Avvia l’attività di libero professionista nel 1989, intraprendendo un percorso che lo porta ad operare nell’ambito della progettazione architettonica a diverse scale di intervento, dal progetto dell’edificio alla pianificazione di complessi urbani e produttivi. Fin dagli esordi sviluppa un approccio progettuale fondato sull’equilibrio tra qualità architettonica, funzionalità e rapporto con il contesto, interpretando ogni intervento come un’occasione per valorizzare l’identità dei luoghi.

Nel corso degli anni costituisce e coordina un gruppo di progettazione multidisciplinare, riunendo professionisti specializzati nei diversi settori dell’architettura, dell’ingegneria e del paesaggio. Attraverso questa struttura integrata sviluppa e dirige numerosi interventi nei campi dell’edilizia residenziale, produttiva, commerciale e direzionale, affiancando all’attività di nuova costruzione quella del recupero del patrimonio edilizio esistente e del restauro di edifici di interesse storico e monumentale.

L’esperienza maturata gli consente di affrontare progetti complessi, seguendone tutte le fasi, dall’ideazione al coordinamento tecnico fino alla direzione dei lavori, con particolare attenzione alla qualità costruttiva, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica.

La forte vocazione agricola e vitivinicola del territorio in cui opera, unita alla collaborazione con alcune delle più importanti aziende del panorama enologico italiano, orienta progressivamente una parte significativa della sua ricerca verso il tema delle architetture del vino. In questo ambito realizza progetti di cantine enologiche capaci di coniugare esigenze produttive, rappresentanza aziendale e valorizzazione del paesaggio rurale, interpretando la cantina non soltanto come luogo di produzione, ma come elemento identitario del territorio e strumento di promozione culturale ed economica.

Parallelamente approfondisce il tema dell’ospitalità nel paesaggio agricolo, progettando alberghi, wine resort e strutture ricettive inserite nei contesti rurali, dove architettura, natura e cultura del vino dialogano in un equilibrio capace di valorizzare le peculiarità dei luoghi e di offrire esperienze autentiche ai visitatori. Questa attività rappresenta ancora oggi uno dei principali ambiti di ricerca e sperimentazione del suo lavoro professionale.

Santi Albanese
Santi Albanese
Santi Albanese (Menfi, 1980) è un architetto la cui ricerca progettuale si sviluppa nel rapporto tra architettura, paesaggio e cultura mediterranea. Si laurea con il massimo dei voti presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo nel 2006, dopo un percorso formativo caratterizzato dalla partecipazione a workshop internazionali dedicati ai temi della residenza, delle infrastrutture e delle architetture del vino.
Dal 2006 vive e lavora a Menfi, nel cuore della Sicilia occidentale, territorio che diventa il principale laboratorio della sua ricerca. Nel 2010 è tra i fondatori di Vid’A – Gruppo Visioni d’Architettura, studio attraverso il quale sviluppa un’intensa attività di progettazione nei campi dell’architettura, del paesaggio e della rigenerazione urbana, affrontando progetti di diversa scala con un approccio multidisciplinare.
Parallelamente approfondisce il tema delle Architetture del Vino, interpretando la relazione tra paesaggio agricolo, produzione vitivinicola e architettura contemporanea. Le sue cantine e gli edifici produttivi sono concepiti come parti integranti del territorio, capaci di trasformare la funzione industriale in esperienza dello spazio e del paesaggio.
La sua architettura è caratterizzata da una costante ricerca di essenzialità, dall’uso misurato della materia e da un forte legame con il contesto. Ogni progetto nasce dall’interpretazione delle qualità ambientali, storiche e culturali del luogo, nella convinzione che l’architettura debba costruire relazioni prima ancora che oggetti.
Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui la candidatura al Premio Mies van der Rohe per l’architettura contemporanea europea e il Premio In/Arch Sicilia. I suoi progetti sono stati pubblicati su riviste e piattaforme internazionali quali Casabella, ArchDaily e Archello, oltre a essere inclusi in volumi editi da Electa e Skira, contribuendo al dibattito sull’architettura contemporanea e sul rapporto tra progetto e paesaggio.
La ricerca di Santi Albanese si fonda sull’idea che l’architettura sia un processo di trasformazione capace di generare identità, rafforzare il legame con il territorio e costruire nuovi paesaggi. Ogni progetto rappresenta l’esito di una strategia che mette in relazione memoria e innovazione, natura e costruzione, tecnica e dimensione umana, nella convinzione che la qualità dello spazio sia il presupposto fondamentale per migliorare la vita delle persone.
Luisanna Gulino
Luisanna Gulino
Si laurea presso la Facoltà di Architettura di Palermo con una tesi effettuata all’estero, nella città di Malaga, a proposito della rivitalizzazione del suo lungo mare, nella zona dell’unico quartiere di pescatori salvato da gentrification e speculazione edilizia.
Dal 2018 lavora attivamente con Gruppo Vid’A, accrescendo, giorno dopo giorno, la sua passione per l’architettura e tutto ciò che ne concerne. Partecipa a corsi di aggiornamento e formazione, per approfondire i campi dell’hotellerie e del retail.
Salvatore Gulino
Salvatore Gulino
Laureato in Architettura con il massimo dei voti presso l’università degli studi di Palermo con una tesi di progettazione architettonica finalizzata alla riattivazione di una borgata periferica della città di Palermo in collaborazione con il professore Giuseppe Marsala, collaborazione che continua anche dopo la laurea come assistenza al laboratorio di architettura del paesaggio.
Partecipa a diversi concorsi internazionali in collaborazione con colleghi.
Oggi collabora con il team Gruppo Vid’A occupandosi delle varie fasi inerenti lo sviluppo del progetto.

Partners

Strutture

Ing. Vincenzo Albanese

Ing. Gaspare Ciaccio

Progettazione

Arch. Antonino Bilello

Arch. Roberta Lotà

Geom. Katia Scandaliato

Fotografia

Lamberto Rubino