La Cantina Planeta Candidatura al Premio Mies van der Rohe nasce come riconoscimento per un’opera che ha saputo trasformare un paesaggio di straordinaria forza visiva in materia architettonica. Il progetto, firmato dallo studio Vid’A – Visioni d’Architettura, è stato selezionato per l’edizione 2015 del più prestigioso premio europeo dedicato all’architettura contemporanea.

Hai bisogno di supporto per il tuo progetto?
Parla con un architetto del team Vid’A-Visioni d'Architettura: puoi scriverci su WhatsApp o inviarci un messaggio dal sito.

Siamo di fronte a un intervento che va oltre la semplice funzionalità: la cantina è un organismo architettonico che dialoga con il vulcano Etna, con i materiali locali e con la memoria rurale del territorio.

Un’architettura radicata nel paesaggio

La Cantina Planeta sorge a Passopisciaro, sul versante settentrionale dell’Etna, in una posizione straordinaria dal punto di vista naturale e simbolico. La sua forma monolitica, orientata visivamente verso il cono vulcanico, è rivestita in pietra lavica montata a secco, una scelta che richiama le tecniche costruttive tradizionali e restituisce all’edificio una forte coerenza materica con il paesaggio.

L’uso della pietra, del cemento armato e della logica topografica conferisce al progetto una solida identità, rendendolo pienamente inserito nel contesto etneo.

Spazio produttivo e valore percettivo

L’impianto produttivo della cantina è suddiviso in due volumi principali, attraversati da una galleria centrale che funge da punto di conferimento delle uve. Questa scelta organizzativa risponde a criteri di efficienza, ma anche di chiarezza spaziale: il percorso produttivo diventa parte dell’esperienza architettonica.

La Cantina Planeta Candidatura al Premio Mies van der Rohe è un esempio di come sia possibile conciliare funzione e paesaggio, processo agricolo e visione progettuale, creando un’architettura in cui ogni gesto è misurato, ogni scelta è consapevole.

La bottaia come segno minimo nel territorio

Uno degli elementi più distintivi del progetto è la bottaia, un volume basso e parzialmente interrato, emergente dal terreno per soli 1,8 metri. Il suo tetto, completamente ricoperto di pietrisco lavico, si confonde con la morfologia delle pietraie dell’Etna, suggerendo un’architettura silenziosa, quasi invisibile.

Questo approccio dimostra come la sottrazione e l’integrazione possano generare un’architettura potente senza essere invasiva. La scelta di interrare parzialmente l’edificio, insieme alla sua mimetizzazione materica, genera un impatto visivo minimo e un’efficienza energetica elevata.

Innovazione progettuale e memoria siciliana

La Cantina Planeta Candidatura al Premio Mies van der Rohe rappresenta una sintesi tra innovazione e radicamento. Il progetto non si limita a reinterpretare l’architettura rurale siciliana, ma ne recupera il senso profondo: il rapporto tra uomo e terra, tra costruzione e contesto.

L’adozione di tecniche tradizionali, accanto a soluzioni strutturali contemporanee, disegna un edificio che sa essere identitario e al tempo stesso universale. Non un’architettura autoreferenziale, ma una struttura che accoglie, funziona e resiste nel tempo.

Un riconoscimento al valore dell’architettura integrata

Essere tra i progetti selezionati per la Cantina Planeta Candidatura al Premio Mies van der Rohe rappresenta un importante riconoscimento internazionale. È la conferma che architettura e paesaggio, quando si incontrano con equilibrio e rispetto, possono generare opere esemplari per qualità, sostenibilità e bellezza.

Il progetto è stato anche pubblicato sulla rivista Casabella, numero 854, tra le architetture italiane di maggiore rilevanza paesaggistica e costruttiva.

Scopri il progetto sul sito Planeta: https://www.planeta.it/territori/etna/

Vuoi conoscere altri progetti che dialogano con il paesaggio? Visita il nostro sito

Hai ancora domande o vuoi iniziare il tuo progetto?
Il team Vid’A-Visioni d'Architettura è qui per aiutarti: contattaci come preferisci.